Sopra la panca la capra campa. Sotto la panca Guido Crepax.
27/02/2007
23/02/2007
Anniversario
Oggi è il mio quartultimo anniversario di fidanzamento. Ah, ricordo ancora quando conobbi la mia ragazza. Era - ed è - bellissima. Stavo graffiando la macchina della mia insegnante di matematica. Lei - bellissima - spuntò fuori e disse: “se mia madre scopre il colpevole sono cazzi. Mettiti con me, graffiamole la macchina insieme, e fuggiamo in Nicaragua o ad Ariccia, che tanto è ugualeâ€.
Non avrei mai potuto declinare una simile proposta. Solo che due settimane dopo abbiamo dovuto portare comunque la macchina dal carrozziere.
20/02/2007
I nuovi poveri
Oggi stavo camminando per strada quando ad un certo punto mi si avvicina un bellissimo cane. Era un Labrador nero, non molto grande, con due occhi dolcissimi. Gli porgo la mano per accarezzarlo; mi annusa un po', poi con il suo tenero musetto mi fa:
- Oh, che ce l'hai du' Euro?
16/02/2007
Biografie possibili/5
Nato nel 1954 nel profondo centro dell'Italia, Taniele Billini ha sempre disdegnato l'appellativo di profeta del rock di cui la critica musicale degli anni Sessanta ha abusato. Primo paroliere dei Profeti, Billini è noto soprattutto per la sua carriera solista; tra i suoi successi figurano la prima versione di In ginocchio da te, poi adattata in maniera meno hard, Grazie dei fior, adattata in una maniera meno scortese, e Avventura col travestito, che Califano porterà al successo adattandone una versione più casta. Medita di lasciare tutto e convertirsi all'ebraismo quando, nel 1964, viene abbandonato sulla Roma-Orte.
Successivamente si iscriverà alla Scuola Radio Elettra, ma non porterà a termine gli studi per riprendere la sua carriera artistica; indimenticabile il trionfo al Festival della canzone napoletana in inglese, cantando una spumeggiante versione di Ai vuld laic tu chiss iu eseguita suonando due cucchiai sulle sue ginocchia. Morì nel 1989 nel tentativo di preparare un frullato alla vaniglia e fu presto dimenticato, ma vivrà sempre attraverso le pagine di questo blog, purtroppo.
13/02/2007
Ah, mio nonno, che grand'uomo
Mio nonno è così pratico nelle cose, ha la saggezza che gli ha dato la seconda elementare e settant'anni di esperienza.
La gente si sforza di capire perché il mondo va così, ma mio nonno va avanti sempre allo stesso modo.
La gente prende la patente, usa il computer, prepara i piatti surgelati; mio nonno manda affanculo tutte e tre le cose e cucina per sé e basta.
Di Risio canta le canzoni sulle vecchiette; mio nonno dice che i giovinastri di merda come lui e come me andrebbero presi a calci nel culo dalla mattina alla sera.
Gli altri fumano, mio nonno ha le malattie ai polmoni.
Il prete spiega il Vangelo, mio nonno non capisce. Ma se è per questo, nemmeno io.
La gente parla, mio nonno non ci sente.
Eppure, quando di mezzo ci sono i soldi e la fica, mio nonno è sempre il più sveglio di tutti.
09/02/2007
Senza titolo
Ieri la mia ragazza, per dimostrarmi tutto il suo amore, è salita su un albero. È stata lì un tre quarti d'ora scarsi, poi ha deciso di scendere. Il problema però è che non è riuscita a scendere. Sentivo chiamare, allora sono uscito di casa e ho visto che era su un ramo, che cercava di scendere un po' spaurita, senza riuscirvi.
“Aiutami, chiama i pompieri, fai qualcosaâ€, mi diceva. Io le ho risposto che non potevamo rischiare di fare una brutta figura con i pompieri.
Lei mi ha detto che da piccola riusciva a far scendere i gatti prendendoli a sassate, e allora io ho fatto altrettanto. Dopo essermi preso un vaffanculo e un li mortacci dei tu mejo parenti stretti, anche la mia ragazza è riuscita a scendere come fosse un gatto.
È scesa, mi ha detto “sei uno stronzo, ti lascio†ed è tornata sull'albero.
Così ieri notte è finita al pronto soccorso perché ho abbattuto l'albero, che tra l'altro la mattina mi toglieva tutto il sole sulla cameretta.
07/02/2007
05/02/2007
Riflessione sull'albero di albicocche
Ho trovato un modo per risparmiare sulla spesa settimanale: rubare la frutta dall'albero del mio vicino di casa. Cioè, io lo facevo già quand'ero bambino: visto che la frutta marciva sull'erba del nostro giardino, mia madre mi diceva che quelle albicocche me le potevo magnà proprio tutte, testuali parole. Allora io mi arrampicavo e stac, staccavo (per l'appunto) le suddette dall'albero. C'era anche un albero di mele, e stac anche lì; poi hanno piantato anche un albero di Natale, ma dato che il Natale è gratis non ne valeva la pena. Adesso che sono grande e grosso e ho saltato una vaccinazione obbligatoria continuo ad arrampicarmi; così, quando incontro il bambino di marca coi vestiti di marca e il videofonino di marca e il lettore musicale di marca, che inquina con la sua macchinetta guidabile a sedici anni lo guardo con aria di sfida, mentre mangio il mio trofeo di furto, come a dirgli “stai meglio tu, che rimorchi la tua bambina di marca coi vestiti di marca e il videofonino di marca e forse il lettore musicale di marca, oppure io, che ho appena mangiato la frutta da un albero?â€. Lui mi risponde “Non sono gay, 'zzo te guardi?†e l'annosa questione di incomunicabilità tra generazioni è pertanto ancora irrisolta.
Però ora vado che per arrampicarmi ho sbattuto contro un chiodo arrugginito, qui il blog mi sta diventando tutto rosso, e forse la vaccinazione che ho saltato è quella contro il tetano. Con permesso.

