Ubriacatura, L'
La mia ubriacatura è iniziata pressappoco durante i mondiali del 1990 e non so quando è terminata, forse ieri mattina. Sì, forse è un po' troppo, però quando sei ubriaco hai ricordi confusi e quindi non so dirvi di preciso quando sia successo. È iniziato, a dire il vero anzi a scrivere il vero, tutto per caso, mentre spolveravo L'urlo e La Madonna di Munch, anche se i miei legali sostengono che non avrei dovuto scriverlo. A questo punto c'era alcool etilico e latte di suocera, con cui solitamente pulisco vetri, specchi, giardini. Con cui è la suocera, perché il latte - lo sanno anche i bambini - me lo bevo a colazione ed è ricco di calcio. Ad un certo punto appare un uomo che, per farla breve (mi aspettano alla riunione del condominio accanto) dice che era un grande fan di Biancaneve e che da grande avrebbe voluto sorvegliare tutte le registrazioni di Internet, tranne che di Splinder, perché ha detto che è una Cambogia più unica che rara (parole sue). Ha detto: io non sono vivo, sono morto, ma non è che sono apparso in qualità di morto, cioè fantasma. Appaio perché sei ubriaco. Poi ha preso le forbici dalla punta arrotondata, ha detto “fatti aiutare da un adulto”, ha preso una mela, sempre dalla punta arrotondata e poi se ne andò, lasciandomi nello sconforto più totale.
Pensavo mi aiutasse a pulire i dipinti. O perlomeno la suocera. Se la suocera può pulire vetri, specchi e giardini, chi o cosa può pulire la suocera?
Poi l'Olanda segnò, ed è l'unico ricordo nitido della mia ubriacatura (ubriachezza? ubriachitudine?).


