Citofonare Billini

26/04/2007

Era una coppia di giovani comunisti convinti ma incoerenti. Si lasciarono alla festa dell'Unità.

23/04/2007

Il supereroe più frustrato a letto? Flash: è sempre il più veloce.

20/04/2007

Perché Taniele è Taniele/2

Sono una suora
non sono una signora
sono una donna non sono una santa
la tentazione è tanta
io suono ma non ora
io sono ciò che suono.
Vagavo per i campi del Tennessee
come vi ero arrivata chissà
sta di fatto che ero là
penso sempre all'aldilà
penso a chi è meno di zero
penso a Renato Zero
a un amico camionista
ad un semplice apprendista
guardo sempre chi l'ha visto
alla ricerca di una suora
reggo il programma per un'ora
poi m'addormo sul divano
quindi adesso fate piano
metto i voti da una parte
altrimenti dormo scomoda.

-- ispirata da solo in superficie

18/04/2007

Perché Taniele è Taniele

Dài su, facciamo un discorso banale. Proprio uno povero. Di quelli “eh, ma Sanremo non è più quello di Vola Colombaâ€... Ma sì, chi se ne importa, facciamo un discorso moralistico del tipo: “eh ma adesso a Sanremo ci vanno solo per vendere i dischiâ€... Ma scusate, nel 1950 Nilla Pizzi mica si prostituiva per campare! Anche lei vendeva dischi!
Si è sempre parlato del mercato discografico: sì, mercato (e qui già si pensa a qualcosa che si compra e si vende) e discografico (ovvero la musica, non c'è bisogno di approfondire). Chi vuole vendere si esibisce, fa canzonette e sta alle regole del gioco, chi non vuole vendere fa come gli pare.

Questa cosa l'ho imparata nel 1972, a Sanremo. Ve li ricordate i Delirium, quelli che cantavano Jesahel? Sì, esatto, quel gruppone di barbuti comunisti vestiti di stracci tra i quali c'era pure Ivano Fossati. Io ero uno di quei ventuno fricchettoni che sul palco cercavano di riesumare le ceneri del Sessantotto.
Non è che ci andai per scelta, anzi; all'interno del gruppo c'era una corrente di pensiero, alla quale avevo aderito, che si era andata formando mentre aspettavamo i soliti dieci-dodici che ogni giorno arrivavano a piedi spingendo la Diane (nella quale salivano tutti insieme). Sta di fatto che il nostro gruppetto propose a Fossati una bellissima canzone, con un sound anche abbastanza furbo. Era la storia di una suora, bellissima, affascinata dai Tir. La sua accesa sensibilità religiosa vedeva nel progresso un segno della volontà del Signore nel condurci verso un mondo migliore. Ma nel frattempo, l'ombra della madre superiora del convento espulse la suora perché vedeva nelle convizioni della suora un pericolo per le fondamenta conservatrici dell'educazione religiosa.
Così la suora si trovò sola, senza voti e con un mondo nuovo davanti. Un mondo popolato da Tir e, conseguentemente, da camionisti. La suora dunque scoprì l'amore e diede vita ad un mondo popolato dall'inquinamento atmosferico.
Sebbene Mike Bongiorno avesse dato il nulla osta alla canzone, ad Ivano Fossati non piacque. Riconobbe che era una canzone molto avanti, forse troppo; d'accordo, forse suonare hip-hop nel 1972 poteva sembrare un po' ardito, ma è proprio questo era il motivo per il quale una canzone bella non sempre si vende, mi disse.

Così dovemmo toglierci le giacche e le cravatte che avevamo comprato tutte uguali alla Standa - sembravamo un quartetto Cetra espanso, diciamo un ventetto Cetra - e andare a rubare alle nostre mamme i foulard, a Paolo Limiti le canzoni, a qualche meridionale appena emigrato i suoi pantaloni stracciati. Ci facemmo crescere la barba e i capelli, iniziammo a rimediare gli oggetti più fricchettoni possibili e a suonarli (non so se avete mai visto o se ricordate quel Sanremo, ma uno dei nostri suonava un cane).

E così cantammo Jesahel, che secondo Ivano Fossati avrebbe vinto di sicuro. Invece non solo Paolo Limiti ci fece causa, ma Fossati rimase altri due mesi lì sul palco dell'Ariston a dire: “tanto si sono sbagliati, ora vedi che dicono che abbiamo vinto noiâ€.
Morale della favola: quando sentite che un comunista dice di non voler fare soldi con la musica, non vi fidate; probabilmente anche lui s'è tolto la giacca e la cravatta e ha rubato pantaloni a un meridionale.

16/04/2007

È primavera, sbocciano le rondini.

12/04/2007

Shopping

Le persone che fanno shopping sembrano dei cani ai giardinetti pubblici. Si avvicinano agli scaffali come i cani fanno con le piante, toccano anziché annusare, poi fanno ma raccolgono.
Molte ragazze vengono accompagnate dai loro compagni che sembrano dei padroni annoiati che vorrebbero che il loro cucciolo facesse tutto in fretta. E invece no, si divertono a guardare a toccare a raccogliere.
Poi il delirio: la fila alle casse. Gente che fa le partenze intelligenti, d'estate, perché poi sa che deve perdere tempo alla cassa tutto il resto dell'anno.
Finché non si esce e si picchia a sangue la propria compagna perché, una volta che tu hai visto una bella camicia che volevi comprare, lei s'era stancata.

10/04/2007

Pensa alla natura. Pensa agli alberi. Regala loro un libro.

05/04/2007

Senza titolo

Avevo dieci anni
poi è arrivata la vecchiaia
e avevo una casa
che bella che bella
facevo quello che volevo
poi è arrivata la mia tipa

e stavo bene
poi è arrivata la mia tipa
ma bevevo, mangiavo
fumavo e picchiavo
e niente,
poi è arrivata la mia tipa

E avevo un'amante
poi è arrivata la mia tipa
poi ero al San Camillo
e non è arrivato più nessuno.

02/04/2007

Sono vivo.
Sono l'unico sopravvissuto di questa tragedia.
Incredibile.
Sarebbe bellissimo, se non fossi l'unico responsabile dell'incidente che ha fatto deragliare il treno.