Citofonare Billini

31/07/2007

A John Lennon (una poema scritto quando non ero ancora nella pancia di mia madre)

A John Le'
penso che alla fine la gente ti stanno ad invidia'
perché guarda come ce stai a lascia'
pensa un po' che fine che stai a fa'

Alla fine Gion Le'
t'è convenuto un botto essece rimasto
pure se secondo me è stata Paolo che te l'ha mannata
e pure tu te lo potevi tenè bbono

Bastava che non gli dicevi niente
che tanto lui se sposava n'antro par de vorte
e o finiva lui fallito di divorzi
oppure di pasticchette allegre per il sesso

E vabbè, magari ti dedicheranno
un capolinea degli autobus
che tutto sommato è una bella soddisfazione

se pensi a come sta andà a finì all'altri pure
uno morto non da eroe, un'altro già l'abbiamo detto
e a un altro gli dedicano i biscotti!

25/07/2007

Le sette meraviglie del mondo (per chi non è mai uscito dal Lazio o per gli arroganti che considerano Lazio il meglio del mondo

(catena offerta da Solo in superficie)

Salve a tutti, cominciamo:


  • Il parco regionale dell'Appia Antica e tutta la zona annessa e connessa. Eh sì, la Beverly Hills de Roma. Ci sono le tracce dei carri di duemila anni fa, sull'Appia Antica, a mo' di primordiali sgommate. Nel caldo rovente ogni tanto spunta qualche rudere, oppure la metro A e la variante all'Arco di Travertino. E la tomba di Cecilia Metella, e le ville sull'Appia Antica (vecchie e nuove, ma quando dico vecchie dico proprio archeologiche). E poi c'è la sorgente d'acqua di via dell'Almone, quella più lontana delle Capannelle, l'ippodromo delle Capannelle e poi basta, c'è il raccordo e la ferrovia e l'aeroporto e i gatti con la coda a scovolino. Anzi no, c'è pure il parco degli acquedotti, ai cui piedi i regazzini giocano a pallone nei campetti di sabbia. Roma è grande per questo, perché ti ritrovi a fare una partitella con gli amici e magari per sbaglio dai un calcio ad un sasso messo lì da Erode Attico.

  • Il lago di Fogliano. Tra germani reali e le loro sottomarche paperelle, immersi tra le bufale e gli alberi potete passare una bella giornata per un picnic come si faceva una volta in un lago apparso per caso con le acque di scolo dell'agro pontino (quindi tranquilli, è tutto fatto a mano). Se amate gli insetti ma più in generale gli animali e la vostra tipa, portatecela, anche il vostro dentista se ne accorgerà.

  • Il lago di Bracciano. E siamo al secondo dei tanti laghi del Lazio. È un posto dove la sera si sta bene perché da qui si vede il bello dei tramonti, cioè il tramonto stesso con le montagne e il riflesso rosa sull'acqua increspata. Una nutrita schiera di paperelle vi ricorderà che un grande amore dura per sempre, ma che quando si è in tanti il cibo si pesca più facilmente. C'è anche un piccolo molo da cui salpano traghetti con destinazione… Beh, il lago. Tra le strade contorte e un po' spettrali dei dintorni, potrebbe capitare occasionalmente di trovarvi fermi ad un passaggio a livello e sì, vi sembrerà di stare a Galway (perlomeno finché non leggete su un cartello “Da sora Ines - Direzione Ladispoliâ€)

  • Monte Mario. Quanto miele, amici ascoltatori. Ma è anche un punto chiave, il giorno e la sera, da dove ammirare in quale direzione stiamo andando e in quale direzione stanno ferme le automobili nel traffico, le persone, le amministrazioni pubbliche, il clero ma così, giusto un pensiero, perché poi arrivano le labbra della vostra ragazza oppure le sue cinque dita se non vi sbrigate a dirle che la amate (ed è vero, la amate, ma l'uomo - si sa - è orgoglioso). La sera fa freddo, ma è anche giusto perché siamo alti e l'aria è frizzantina. Gli appartamenti costano un botto ma si dice che sia ancora pieno di Roma vecchia e genuina.

  • Artena (Roma). Perché preferire questa città a quelle dei Castelli Romani? Ma infatti non la preferisco, anzi, ai Castelli si mangia bene, c'è la romanella leggera leggera, rossa rubino e dall'ubriacatura facile e solerte. Ai Castelli ci si suicida con facilità, basta buttarsi giù da un ponte, insomma, c'è un po' di tutto. Solo che ad Artena tutto è rimasto fermo al 1700. Anche e soprattutto il dialetto.

  • Quintiliani. Non c'è niente. Esatto, guardate. Ma la meraviglia sta proprio in questo, perché in una città la cui densità abitativa è pari a quella del Ciobar nel latte, è importante ed a tratti meravigliosa la testimonianza di una fermata di metro B nel deserto. Non lontano c'è un pezzo di Roma baraccona e pasoliniana che levete.

  • Capo d'Anzio. Nessuno riesce ad innamorarsi di una brutta città di mare. Io sì. A nessuno dice niente una ferraglia arrugginita. A me sì. Ai pendolari che ogni giorno sorbiscono un'ora e mezzo di ritardo su una linea ferroviaria di ottant'anni fa interessa solo che il treno funzioni. A me interessa vedere che il treno funzioni e sapere che lungo quella linea ferroviaria e nei dintorni sono morte 9900 persone nella battaglia pro o contro Roma, dipende da come i tuoi genitori te l'hanno fatta vedere. A nessuno interessa sapere che quel treno di cui parlavo c'è ogni ora, che ritarda di un'ora e che per percorrere 60 chilometri ci mette un'ora e mezza. A nessuno interessa. Neanche a me.



Ed ora, linea a Su e giù dall'altalena della mia vita per le sue meraviglie (e ne ha, certo che ne ha). Grazie a tutti.

23/07/2007

Estatetempo

Tempo d'estate, e vivi facile
pesci morti, e la marea è alta
sei stanco morto, e la tua tipa è gnocca
e così rimorchia lei mentre tu dormi pesante

Se pensi che un giorno tutto questo sarà tuo
figlio mio, lascia perdere: dopo un po' di tempo
ti accorgerai per sempre che il mondo
non è più quello di una volta

frutta senza gusto
ragazzine sottili e grissine
estate bollente e inverno non pervenuto
addirittura la Lazio che vince

Sì, la tua vita è diritta verso il baratro ma
è pure vero che mantiene ancora un senso
ma è proprio questo il brutto
perché è un senso unico

17/07/2007

Senza impegno

Eravamo pendolari
ci svegliavamo ad orari regolari
ma è un po' che il treno non funziona
perché nessuno lo ispeziona
e da quel giorno siamo incazzati
e dopo un po' siamo invecchiati
alcuni di noi, dopo l'invecchiamento, sono morti
altri di noi non stringono più rapporti
altri ancora incazzati come un toro
hanno preso la macchina e sono andati a lavoro.

13/07/2007

“Dottore mi scusi, mi fa male qui, qui e quiâ€
“Qui dove? Ma non lo vede che siamo in un testo scritto?â€

09/07/2007

Se un giorno sorridi, e poi improvvisamente ti senti a pezzi; se un giorno vivi e vuoi vivere, e poi quello dopo vuoi morire, beh, sparati.

05/07/2007

Chi sono?

Penserò pure differente
però vesto sempre uguale

03/07/2007

Senza un titolo particolare

Capisci che è troppo tardi per ricominciare
quando sei quello che dimenticano quando fanno l'appello
quando sei quello che non invitano alle feste
quando sei quello che indicano mentre dicono “lo vedi quello?â€

Capisci che è troppo tardi per ricominciare
quando al semaforo ti suonano il clacson per farti sbrigare
e una volta che, per ripicca, lo vuoi suonare tu
non fai in tempo a suonarlo che tutti sono già andati

e vedevo la faccia di uno così, quel giorno in metrò
ma mi fermo a guardarlo, e si ferma anche lui
e lo voglio fissare, e mi fissa anche lui
maledetti vetri a specchio.